Circolo Filatelico Bellinzona

Storia di Bellinzona

Un po' di storia su Bellinzona

Alcuni dati:
altezza 238 m.s/m
superficie 19,84 kmq.
abitanti 17'286 (31.12.2004)

“Questa terra è pur una giave e porta dell’Italia”.
(Questa terra è pure una chiave e porta per l’Italia)

Così affermò Azzone Visconti, commissario di guerra, in uno scritto ai Duchi di Milano nel lontano 1475.

Dunque chiave di passaggio e accesso ai passi alpini e porta obbligata per la strada verso l’Italia.

Proprio a Bellinzona, dove la valle si restringe, convergono, non solo, le strade del San Gottardo e del San Bernardino (oggi arterie di grande traffico internazionale), ma anche quelle antiche percorse a piedi o a cavallo: la Greina e il Lucomagno (in val di Blenio) nonché il San Jorio in valle Morobbia.

E qui transitarono, già da secoli, molte merci e tantissime persone: e quanti personaggi celebri !!!!.

Ma procediamo con ordine storico.

I primi abitatori di Bellinzona risalgono al periodo neolitico (IV millennio a.C.).

In diversi scavi furono scoperte tombe, ma poche costruzioni. Si tratta comunque del più antico abitato stabile del Cantone Ticino.

Questi abitanti si insediarono sul colle di Castel Grande (ovviamente il castello non esisteva !), poiché al riparo da briganti e dalle piene del fiume..

Molti secoli più tardi i romani (e chi se non loro !) costruirono un castello e ciò molti secoli prima di Cristo: ma non era ancora il castello odierno. Dopo la conquista delle Alpi e con lo spostamento del loro impero molto più a nord, i romani abbandonarono il castello attorno al 1° secolo d.C.. Quest’ultimo fu però rimesso in ordine nella metà del IV secolo d.C., e poteva, allora, alloggiare più di 1000 uomini d’arme ! All’interno della cinta muraria vi era una chiesa con accanto il cimitero.

E queste sono, molto probabilmente, le origini della Città di Bellinzona.

Nel V secolo d.C. l’impero romano crollò e con essa anche tutti gli insediamenti scomparvero gradatamente. Castel Grande fu allora conquistato dai Longobardi che ne fecero una loro fortificazione molto potente.

Nel 774 i Franchi di Carlomagno sottomisero i Longobardi e l’Italia fu annessa all’impero carolingio. Dopo la morte dell’imperatore tutto andò a catafascio , e i sovrani germanici, che succedettero a Carlomagno, cedettero la fortezza. Nel 1002 re Arduino fece dono al vescovo di Como di parte del Castello, mentre due anni più tardi l’imperatore Enrico II diede al vescovo tutta la contrada bellinzonese (vale a dire il territorio compreso tra Preonzo, a nord,  e Sant’Antonino a sud).

Ma i contrasti tra Como e Milano e tra l’imperatore e il papa, ebbero per Bellinzona, molte conseguenze. Federico II imperatore occupò la roccaforte e la fece irrobustire nonché ingrandire. In quel periodo la via del S. Gottardo fu aperta al traffico merci e viaggiatori. Quindi l’importanza di Bellinzona quale roccaforte, crebbe e di molto.

Nel 1242 la potente Milano occupò Bellinzona, grazie a Enrico di Sacco, signore di Mesolcina, e a Simone Orello di Locarno.

Como riottenne Bellinzona con il trattato di pace con Milano, nel 1249.

E la storia di Bellinzona continuò, nei decenni seguenti, con alterne vicende ma senza grandi scompensi.

Verso la fine del XIII secolo sorse il castello di Montebello, forse grazie ai Rusca, famiglia comasca, che si stabilì a Bellinzona.

Nel frattempo si continuava a far guerra per il possesso di Bellinzona (anni 1284 – 1292 – 1303).

Nel 1340 Milano, allora governata dai potenti Visconti (duchi della città) dopo aver sottomesso Como, occuparono anche Bellinzona, grazie ad un forte esercito e dopo due mesi di assedio. Così Milano si estese fino al Gottardo.

Per Bellinzona iniziò il dominio dei Visconti che durò circa centocinquant’anni.

Dopo la morte di Gian Galeazzo Visconti, i cantoni di Uri e Unterwalden, che erano molto interessati al passaggio verso sud, attaccarono Bellinzona, ma la città era, allora, già possesso dei Signori di Mesolcina. Dopo alcune trattative però, presero possesso della città.. Questo possesso non fu comunque molto lungo. Filippo Maria Visconti, nuovo duca di Milano, sconfisse i Confederati ad Arbedo nel 1422. In ricordo fu eretta la chiesa chiamata “chiesa rossa” per il tanto sangue versato durante la battaglia”.

E a Bellinzona furono ampliate le mura di cinta della città ed il castello di Montebello fu congiunto, con una murata, a quello di Castel Grande.

Poco dopo il 1400 ebbe inizio la costruzione del Castello di Sasso Corbaro.

Nel 1450 Francesco Sforza divenne Signore di Milano. Nel 1478 un esercito di svizzeri occupò Bellinzona, e le truppe milanesi intervennero per “castigare i montanari”: ma a Giornico furono sonoramente sconfitti da quegli stessi “montanari” nella battaglia dei “Sassi grossi”.

Ludovico Sforza detto il Moro fu l’artefice poi della fortezza inespugnabile di Bellinzona a metà del XV secolo.

Alla fine del secolo XV i castelli avevano già l’aspetto odierno e in seguito furono di poco modificati.

Dopo vicende alterne tra francesi , svizzeri e italiani, e ciò tra il 1516 e la fine del 1700, si giunse al 1803, data memorabile per Bellinzona e per tutto il Cantone Ticino, in quanto divenne cantone autonomo e entrò nella Confederazione elvetica, grazie a Napoleone Imperatore e con “il patto di mediazione”.

I castelli divennero, da allora, proprietà della città di Bellinzona, che ne cura ancor oggi , e con lungimiranza, la relativa manutenzione.

Nel 2000 i tre Castelli e le murate furono dichiarate monumento culturale mondiale dell’UNESCO

e come tali vengono oggi visitati da molti turisti e storiografi.

Questa in succinto la Storia di Bellinzona, città con un centro medioevale pregiato, e capitale del Cantone Ticino ( dopo molte battaglie epistolari e giuridiche con la città di Lugano).

 

Alberto Panzera

Per il numero unico del centenario del Circolo filatelico di Bellinzona

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